Il Biofeedback per Atleti

Ogni stimolo, ogni situazione scaturisce in noi una risposta a livello fisiologico, mentale ed emozionale. Questa risposta influenza il nostro modo di agire, di pensare, il nostro gesto tecnico. Il biofeedback è uno strumento collaudato, il cui utilizzo, come spesso accade, è molto più diffuso nel nord Europa e oltreoceano, che insegna a modificare la propria attività fisiologica al fine di migliorare la salute o di incrementare le prestazioni professionali, sportive o artistiche.

Strumenti estremamente precisi misurano e, in tempo reale, mostrano sul monitor di un computer informazioni riguardo alla propria fisiologia (es. onde cerebrali, frequenza cardiaca, respirazione, tensione muscolare, ecc.). Tali informazioni, anche attraverso cambiamenti nel pensiero, nelle emozioni o nel comportamento, permettono di modificare il funzionamento fisiologico, producendo una riduzione della sintomatologia legata ad alcuni specifici disturbi, oppure permettendo di ottenere prestazioni superiori.

Con il progredire dell’apprendimento questi cambiamenti possono mantenersi nel tempo senza la necessità di utilizzare ulteriormente le strumentazioni di biofeedback.

Atleta durante il trattamento biofeedback

La strumentazione biofeedback è un’apparecchiatura elettronica composta da una centralina a cui si collegano un numero di elettrodi sufficienti per rilevare le variabili fisiologiche di cui il clinico necessita. Le variabili che si possono misurare tramite questo strumento sono:

  • tensione muscolare;
  • conduttanza cutanea (direttamente correlata all’attività del Sistema Nervoso Autonomo (SNA);
  • temperatura corporea;
  • dilatazione dei vasi sanguigni;
  • frequenza cardiaca;
  • variabilità cardiaca (HRV);
  • attività respiratoria;
  • frequenze cerebrali (attività mentali) per mezzo neurofeedback.

schema trattamento biofeedback per atleti

Il Biofeedback risulta estremamente efficace nel controllare il dolore e ridurre il livello di stress ed ansia che ogni atleta può presentare in differenti momenti della vita agonistica, aiutando ad apprendere nuove modalità di risposta alle situazioni stressanti e ad ottimizzare la performance.

Cosa accade nella pratica quando si usa il biofeedback?

Durante una seduta di Biofeedback, gli elettrodi vengono posizionati in alcune parti del corpo dell'atleta, come le dita delle mani, la fronte, il collo o altre zone del corpo, in maniera non invasiva, in base alle necessità individuali. L'atleta, quindi, in un tempo che varia da 30 a 60 minuti, vedrà su uno schermo collegato all’apparecchiatura centrale, delle immagini animate o ascolterà un suono, che rappresentano alcuni dei feedback a disposizione, al fine di prendere consapevolezza ed imparare a distinguere e riconoscere la presenza di uno stato di tensione da uno di rilassamento, piuttosto che uno stato di concentrazione o ottimizzazione psicofisiologica per poi apprendere a modificarli volontariamente.
Di seguito il profilo psicofisiologico di un atleta rilevato attraverso biofeeback modello procomp 5 – Biograph Infinity Software

profilo psicofisiologico di un atleta

Nel profilo in immagine, in ordine di visualizzazione dalla riga sopra a sotto:

BIOFEEDBACK ELETTROMIOGRAFICO
Permette di agire indirettamente sul controllo delle proprie emozioni e di sviluppare un controllo fine sulla muscolatura. Può essere unito ad un lavoro di riabilitazione motoria dopo infortunio per migliorarne gli effetti.

BIOFEEDBACK DELLA CONDUTTANZA CUTANEA
Permette di sviluppare le tecniche più efficaci per creare uno stato di attivazione fisiologica generale e/o di rilassamento in quanto è il parametro direttamente collegato all’attivazione del Sistema Nervoso Simpatico (l’acceleratore del corpo).

BIOFEEDBACK DELLA FREQUENZA CARDIACA
Permette di migliorare la sincronia tra mente e corpo. Allena l’organismo a rimanere in uno stato di equilibrio che favorisce il benessere e le abilità di reagire agli stress in modo resiliente.

BIOFEEDBACK DELLA RESPIRAZIONE
Permette di regolare l’ossigeno all’interno del corpo migliorando la fluidità della respirazione e quindi lo scambio dei gas all’interno del corpo. Questo allenamento aiuta a regolare l’attivazione fisiologica in base alle richieste del compito. È utile quindi nel ridurre le situazioni ansiogene e vivere con maggiore serenità la vita quotidiana, lavorativa e sportiva ed essere pronti alla prestazione.

Nel campo della psicologia applicata allo sport, il Biofeedback è una delle tecniche più efficaci per facilitare l’apprendimento dell’autoregolazione psicofisiologica; è stato riconosciuto, infatti, il grande potenziale offerto dalla psicofisiologia per la comprensione e il miglioramento della prestazione atletica.

L’utilizzo del BFB consente la realizzazione degli obiettivi seguenti:

REGOLAZIONE DELL’ATTIVAZIONE
Ogni sportivo ha una cosiddetta “zona di funzionamento ottimale”: con questa locuzione si intende un determinato campo di tensione o di attivazione che permette la prestazione migliore. La maggior parte degli atleti si trovano in questa zona durante l’allenamento. Durante una competizione però, a causa di una produzione supplementare di ormoni, si verifica una “ipertensione” o iperattivazione e così una prestazione insoddisfacente.

RIDUZIONE DELL’ANSIA AGONISTICA
Allo scopo di ottenere una desensibilizzazione sistematica, lo sportivo viene condotto in determinate situazioni agonistiche caratterizzate da ansia, tramite immagini o sequenze video. Grazie all’impiego di tecniche di rilassamento e alla derivazione dei relativi parametri (respirazione, polso, tensione muscolare, valore di conduttanza cutanea), l’ansia viene ridotta e eventualmente la situazione connotata da ansia viene risolta. La logica conseguenza è un aumento della prestazione agonistica.

La procedura si basa sull’uso del BFB computerizzato e apparecchiature per la video registrazione (VCR), abbinati a tecniche di rilassamento e/o attivazione al fine di simulare le sensazioni delle situazioni di gara.

1 stadio: l’atleta viene introdotto al dispositivo di BFB e impara a controllare in modo consapevole le sue risposte psicofisiologiche;
2 stadio: l’atleta impara a modificare volontariamente i suoi livelli di attivazione e a mantenere la condizione ottimale alla performance.

Di seguito un training di desensibilizzazione per la paura alta velocità in bici, a seguito di caduta in discesa.

Questa autoregolazione viene usata per incrementare le immagini mentali della gara, esercitate prima o dopo la competizione a scopo di desensibilizzare paure condizionate (es. discesa) o formule di proponimento.

RIABILITAZIONE DOPO INFORTUNI
Anche in questo caso è opportuno in primo luogo un training di rilassamento. D’altra parte, l’impiego di Biofeedback aiuta gli sportivi anche a riacquistare il controllo della muscolatura, a dirigere in modo più corretto l’impiego della forza o a creare una tensione muscolare equilibrata in entrambe le parti del corpo. È inoltre possibile ridurre un’eventuale paura di nuovi infortuni.

OTTIMIZZAZIONE DEL RECUPERO
Come supporto in misure di rigenerazione attive e passive. Lo sportivo impara a rilassare i muscoli più rapidamente e in modo migliore e a liberare la mente. L’efficacia delle misure di recupero viene così aumentata È possibile un allenamento sportivo più intenso e gli effetti desiderati (miglioramento della performance) vengono raggiunti più velocemente.

ACQUISIZIONE DELLA TECNICA
Un’attivazione scorretta conduce nella maggior parte dei casi, direttamente o indirettamente, a un calo della prestazione, dato che l’atleta non si sente fisicamente a suo agio. Con un training Biofeedback dei parametri respirazione, polso, tensione muscolare e valore di conduttanza cutanea, lo sportivo riesce a rintracciare tensioni indesiderate, scopre movimenti non economici e può influenzarli e modificarli nella direzione desiderata.

COME “SPIA SUL CRUSCOTTO”
Sedute regolari di Biofeedback forniscono un quadro del rapporto tra carico e recupero. Se il carico è eccessivo e il recupero non più sufficiente, si osservano modifiche nei parametri che indicano sovrallenamento (overtraining). Fanno parte di queste modifiche per es. scarso assorbimento di ossigeno, polso a riposo aumentato, tensione muscolare aumentata, modifiche nella curva del respiro e capacità di rilassamento solitamente ridotta.